Tutti la associano alle luci dell’Ariston e alle canzoni di febbraio. Io l’ho esplorata a passo lento, scoprendo una città che sa di salsedine, storie antiche e bizzarrie nascoste.
Quando si pensa a Sanremo, la mente corre subito ai flash dei fotografi, al red carpet affollato e alla melodia sigla del Festival della Canzone Italiana. Ma quando sono sceso dal treno in un tiepido pomeriggio di sole, la mia intenzione era un’altra: volevo spegnere i riflettori del grande schermo e mettermi in ascolto della città reale. Quella fatta di vicoli ombrosi, giardini esotici, storie di scienziati solitari e fragranze capaci di conquistare le corti europee.
Ciò che ho scoperto camminando senza meta è una Sanremo insospettabile, che conserva gelosamente un’anima profonda, colta ed eccentrica.
1. La Pigna: Il Labirinto Anti-Pirati
La mia prima tappa è stata il centro storico medievale, conosciuto come La Pigna. Appena ci si addentra oltre le antiche porte di pietra, il brusio del traffico marittimo scompare. Il quartiere si chiama così perché le sue viuzze strette, i ripidi scalinati e le case arrampicate sono disposti a forma concentrica, proprio come le squame di una pigna.
Nel Medioevo, questa struttura a spirale e il dedalo di passaggi coperti (i caruggi) servivano come geniale sistema difensivo per disorientare ed intrappolare i pirati barbareschi che sbarcavano lungo la costa. Perdendomi tra questi vicoli ombrosi, sotto archetti di pietra che uniscono un palazzo all’altro, ho avvertito la sensazione unica di camminare dentro una fortezza viva.
💡 Curiosità: Se guardate con attenzione i portali della Pigna, noterete incise su alcune pietre antiche delle piccole incisioni o simboli: erano i segni di riconoscimento delle corporazioni dei mestieri e i punti di avvistamento per la guardia cittadina.
2. Il Nido Ligure di Alfred Nobel e il Tributo di Stoccolma
Camminando lungo l’elegante Corso Cavallotti, circondato da palme maestose, mi sono imbattuto in Villa Nobel, una splendida dimora in stile eclettico. È qui che Alfred Nobel, lo scienziato svedese inventore della dinamite e creatore dei Premi Nobel, scelse di trascorrere gli ultimi anni della sua vita fino al 1896.
Nobel amava chiamare questa villa “il mio nido”. Affascinato dal clima della Riviera, fece costruire nel parco un laboratorio di ricerca e un pontile verso il mare. La cosa più straordinaria? Ogni anno a dicembre, la città di Sanremo spedisce decine di migliaia di fiori freschi a Stoccolma per decorare la cerimonia dei Premi Nobel, perpetuando un legame centenario.
3. L’Infanzia Selvatica di Italo Calvino
Passeggiando tra le piante esotiche dei giardini sanremesi, non ho potuto fare a meno di pensare a Italo Calvino, cresciuto proprio qui a Villa Meridian.
Suo padre Mario era un famoso agronomo e sua madre, Eva Mameli Calvino, è stata la prima donna ad ottenere una cattedra di botanica in Italia. Il giovane Italo è cresciuto immerso in una vera “giungla domestica” fatta di piante esotiche rare portate dai genitori dai loro viaggi. Capolavori come Il barone rampante o Il sentiero dei nidi di ragno prendono tutta un’altra luce: l’amore di Calvino per la natura rigogliosa e il paesaggio ligure è nato esattamente tra gli alberi di Sanremo.
4. Come Alphonse Karr Inventò la “Città dei Fiori”
Mi sono chiesto più volte: come è diventata Sanremo la patria della floricoltura? La risposta porta ad Alphonse Karr, un critico e scrittore francese dell’Ottocento. Esiliato in Riviera, Karr rimase folgorato dalla fioritura spontanea in pieno inverno ed ebbe l’idea di spedire mazzi di violette e garofani freschi via treno direttamente a Parigi. Fu un successo clamoroso che trasformò per sempre le colline sanremesi in distese di serre e fiori.
5. Il Gatto Portafortuna del Casinò Municipale
Impossibile ignorare la sagoma Art Nouveau del Casinò Municipale (inaugurato nel 1905). Si racconta che negli anni ’20 tra le sale da gioco si aggirasse un gatto nero adottato dal personale. Lungi dal portare sfortuna, i giocatori lo consideravano un amuleto vivente: toccargli la coda prima di sedersi ai tavoli da roulette era diventato un rito scaramantico irrinunciabile!
🐟 Pausa del Gusto: Durante la passeggiata ho assaggiato la vera Sardenaira. Guai a chiamarla pizza! È una focaccia soffice condita con pomodoro, aglio in camicia, origano, capperi, olive taggiasche e sarde salate (o acciughe), nata nel Cinquecento ancora prima dell’arrivo del pomodoro.
6. Pedalare Sulle Tracce del Vecchio Treno
Per concludere il viaggio, ho percorso in bicicletta la Pista Ciclopedonale del Ponente Ligure: 24 km ricavati dallo smantellamento del vecchio binario unico della ferrovia. Pedalare a picco sul mare e attraversare le vecchie gallerie illuminate regala una prospettiva unica sul golfo.